ciao mamma. ciao guardiamarina. dove siete, in questo istante? dove siete, in questo istante mentre scrivo? cosa state facendo? state passeggiando in compagnia di fulvio, il vostro ometto? come sempre mi rifugio nei ricordi…una persona mi ha detto che il mio passato è troppo e che non permette al mio presente di esistere.i ricordi…gli anni di bergamo. era il tempo in cui cominciavo a ascoltare, a sentire la musica. ascoltavo un signore che aveva una voce strana. non capivo che lingua parlasse, ma mi era simpatica e riempiva la stanza di note e di poesia. ascoltavo la musica insieme a te. ascoltavate “sing sing sing” di gene krupa e papà diceva “questo batterista è un fenomeno”. papà stava lì con me…giocavamo con la musica. era il tempo in cui cominciavo a capire, a amare la musica. da quando non siete più con noi la musica è cambiata. on ascolto più la nostra musica, non ci riesco. ma state tranquilli. so che con il tempo mi passerà…mi avete sempre spinto a scrivere. scrivo molto, con grande fatica. ciò che scrivo è tanto triste e malinconico. dicono che ho ricevuto il dono di scrivere bene. non sanno che scrivo solo per colmare la mia solitudine e la mia disperazione. ditemi dove siete. ascoltate la musica con fulvio?ascoltate la musica con gli angeli? ascoltate la musica con qualche vecchio amico ritrovato? canticchiate uno standard di barney kessel pedalando sulle biciclette che vi donai? quante volte papà è caduto dalla bicicletta. quante volte papà si è ferito finendo in ospedale…una bicicletta troppo alta. lo avevamo capito. papà disse che era un dono e che avrebbe fatto del suo meglio per imparare a portarla senza farsi del male. la tua bicicletta è ora nelle mani di un personaggio che vorrebbe vedermi morto, protagonista principale della distruzione di una parte della mia vita. alzate il volume della musica, cosi potrò sentire. io sarò a quaggiù, col naso all’insù, a cercare di capire che brano sia.
ciao mamma. ciao guardiamarina. dove siete, in questo istante?

speak low
barney kessel – kessel plays standards, 1954
