20 novembre 2024…raymond carver

muore nella sua nuova casa di port angeles, il 2 agosto 1988. Nel necrologio apparso sul sunday times di londra, il titolo sopra la foto di carver con le mani infilate nelle tasche della giacca diceva semplicemente: “il cechov americano”. l’ultima sera, tess gli dà tre baci della buona notte, che contengono la possibilità che al mattino lui non si svegli più.

“non aver paura” gli avevo detto. “cerca solo di addormentarti subito” e, alla fine, avevo aggiunto: “ti amo” – al che lui aveva risposto: “ti amo anch’io. cerca di dormire un po’ anche tu”. non avrebbe più riaperto gli occhi e alle 6.20 della mattina aveva cessato di respirare.

“non c’è bisogno”

“il nuovo sentiero per la cascata” (1989)

vedo un posto vuoto a tavola.

di chi è? di chi altro? chi voglio prendere in giro?

la barca attende. non c’è bisogno di remi

né di vento. la chiave l’ho lasciata

nel solito posto. tu sai dove.

ricordati di me e di tutto quello che abbiamo fatto insieme.

ora stringimi forte. così. dammi un bel bacio

sulle labbra. ecco. ora

lasciami andare, carissima. lasciami andare.

non c’incontreremo più in questa vita,

perciò ora dammi un bacio d’addio. su, ancora uno.

e un altro. ecco. adesso basta.

adesso, carissima, lasciami andare.

è ora di avviarsi.

tess Gallagher sulla tomba di raymond carver (ocean view cemetery, port angeles, 1989)

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