domenica…02 marzo 2025

non serve la sveglia. ci pensano gli incubi terribili che mi perseguitano. il freddo mi attanaglia e cerco il corpo di chi amo per riscaldarmi. la paura mi aggredisce e non ho il coraggio di alzarmi. gli incubi diventano insopportabili e mi costringono a alzarmi e a iniziare la giornata. predispongo il tavolo per la colazione di alessia. durante la settimana utilizziamo un tappetino per sushi di bamboo. il sabato e la domenica utilizziamo invece una piccola tovaglia dai colori delicati, donata da una amica che non vedo da anni, una persona gentile e sensibile. la tazza e il piattino, decorati con motivi floreali, sono tedeschi, prodotti da villeroy & boch ag, una azienda tedesca produttrice di ceramica e articoli per la casa fondata nel 1748 a mettlach. un dono di matrimonio ricevuto da una coppia amica che io non incontro da anni. la tazzina per il caffè è sempre la stessa. ha una forma inusuale e un colore delicato, prodotto della “maison mini labo”, uno studio di design francese fondato nel 2004 da caroline diaz e céline héno. un tovagliolo e un cucchiaino elegante completano il tutto. accendo una candela profumata francese di diptyque paris. le candele profumate di diptyque fanno parte dei gesti bianchi ai quali non desidero rinunciare. completo il tutto con la tazza destinata al mio caffè, che berremo rigorosamente insieme, una “arabia ruska teacup 0,28”, disegnata nel 1960 da ulla procopé. ulla procopé, esteri tomula, birger kaipiainen e kaj franck: i più noti designer della compagnia “arabia”, una casa di produzione di ceramiche finlandese, fondata a toukola (helsinki) nel 1873 e divenuta dimora della aalto university school of arts, design and architecture.

ulla procopé, esteri tomula, birger kaipiainen and kaj franck in una immagine del 1953

la caffettiera è già pronta. una “bialetti fiammetta jungle” di colore verde che ci segue da anni, preparata con cura la sera prima da alessia con una miscela speciale, la “miscela suprema 1948, macinato per moka”, prodotta dalla “torrefazione la triestina”. due volte all’anno provvedo al rifornimento, che viene puntualmente inviato a casa da sara e matteo, sempre cortesi e attenti. un altro gesto bianco al quale non desidero rinunciare.

i movimenti sono automatici. non ho ancora rotto nulla, nonostante l’instabilità delle mie mani. terminata la preparazione, mi appresto a preparare la mia colazione. utilizzo una tazza “arabia rusksa mug 0,4”, anche essa ideata nel 1960 da ulla procopé. latte e cereali. attendo alessia per prendere Il caffè insieme, un atto irrinunciabile. oggi il sole splende e i ricordi si mischiano al rimpianto. sarebbe mio immenso desiderio uscire, invitare alessia a pranzo e trascorrere qualche ora all’aperto. anche in questo caso il terrore è il mio padrone. mi rassegno a trascorrere l’ennesima domenica in casa. il risveglio di alessia è un momento difficile. leggo nei suoi occhi la tristezza, l’insoddisfazione determinata da una vita non vissuta e dalla convivenza con una marito divenuto inadeguato. il rito della colazione si svolge nel silenzio. guai a intavolare un discorso, guai a porre un quesito. tutto deve andare bene. ogni esternazione è vista come un lamento.

oggi abbiamo reso operativa una piccola libreria acquistata da alessia mesi fa. è stato difficile. il mio atteggiamento sfiora ormai l’autismo. ogni mutazione del mio piccolo mondo è vissuta come una catastrofe. i rimproveri non sono mancati. niente di nuovo…

da mesi mangio per obbligo. non mangio più per piacere. sedermi a tavola mi disturba. mangiare in silenzio mi rattrista. oggi ho mangiato una mela e una arancia. non ho preso un secondo caffè. la gestione della nuova libreria mi ha destabilizzato.

tempo fa mi illudevo di ricevere una visita, di ricevere un invito. di questi tempi spero che non accada. non gradisco vedere nessuno. alessia uscirà, come è giusto che sia. scelgo la colonna sonora che accompagnerà l’ennesima domenica trascorsa in solitudine, in attesa che il buio cali e giunga l’ora di coricarsi con la speranza di non risvegliarsi.

queste sono le mie domeniche, le domeniche che il destino mi ha riservato.

buona domenica a tutti!

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